Queste purpuree rose ch' a l' Aurora
a l' apparir del dì cadder di seno,
Aure, fien vostre; e questo vaso pieno
di gigli e caltà sarà vostro ancora,
se da l' ardente sol, che d' ora in ora
scalda più co' suoi rai l' almo terreno,
guarderete oggi lei, che 'l ciel sereno
fa co' begli occhi, e le campagne infiora:
uditemi, aure dolci e pellegrine,
ché ne' verdi orti suoi non ha Pomona
più vaghi fiori, e più vermiglie rose:
vedete ch' anco sono rugiadose
del pianto de l' Aurora, al vostro crine
ne potrete poi far lieta corona.