Arno, ben pòi il tuo natio soggiorno
lasciar ne l' Appennino, e co' cristalli
scendendo per l' alpestre orride valli
far il Tirreno mar ricco et adorno;
ben pòi di fronde l' uno e l' altro corno
cinger contento, e di fior bianchi e gialli,
e guidar cari et amorosi balli
con le tue Ninfe al verde fondo intorno;
che tra quanti intelletti umano velo
chiude ne l' alme al mondo chiare e conte,
un tuo figlio è maggiore, e più perfetto.
Intaglia il nome suo nel tuo bel monte,
sì che per molti secoli sia letto
Guicciardin, poi ch' ei fia salito in Cielo.