Quegli occhi chiari, che fur proprio un sole
su le tenebre nostre oscure e folte,
ha chiusi acerba morte, et ha sepolte
quelle bellezze al mondo altiere e sole;
le saggie, oneste, angeliche parole,
ch' han mill' alme sviate al ben far volte,
post' ha in silenzio, tal che pene molte
a gran ragion il cor si lagna e duole:
dunque urna oscura e freddo sasso serra
tutti i diletti miei, tutto il mio bene,
perché di pianto e non mai d' altro abonde.
Chi m' ha tolto mia gioia, e chi l' asconde?
Ahi dispietata morte, ahi cruda terra,
o vita piena sol d' affanni e pene!