Già mi par di sentir que' dolci accenti
che correano ad udir l' onde e l' arene,
mentre cantando qui la bella Irene
rendeva a l' armonia i Cieli intenti:
cari, soavi, angelici concenti
che l' alme richiamaste a miglior spene,
chi fia omai che 'l nostro pianto affrene?
Chi farà i nostri cor giamai contenti?
Angioletta gentil, tu vaga e bella
vivi vita lassù tranquilla e queta,
il nostro vaneggiar prendendo a sdegno;
piacerà forse a Dio farti una stella,
che col felice aspetto a noi dia segno
al suo apparir di cosa fausta e lieta.