Cada dal puro Cielo vaga pioggia di fiori sovra 'l candido velo de la dotta Talia,
mentre cantando fa dolce armonia. I suoi soavi errori fermino l' aure, e intente odano i sacri onori
dei tre Corneli, e i nomi, che dal tempo non fien vinti, né domi. Qual raggio più lucente in umano intelletto,
o di valor più ardente l' alto motor ma' infuse di quel che 'n questi tre largo rinchiuse? E s' al vero e perfetto
ben per virtù si sale, ciascun di questi eletto avendo lei per scorta vi giungerà per via spedita e corta.
Né più onorate scale per poggiar a quel segno u' l' uom si fa immortale potean trovar che queste,
né per salir al Cielo ali più preste. In qual più saldo legno il tempestoso mare di questo mondo indegno
potean solcar, e gire al fido porto del vero gioire? Tra l' anime più chiare li pon lodata fama
col vago mormorare, e tal di lor dà speme, che 'l frutto avanzarà di molto il seme. Ecco ch' a sé li chiama
il gran Tevre onorato pieno d' onesta brama, per adornar il crine lor di rose vermiglie e matutine:
e s' a l' antico stato tornar debbe giamai Roma, cortese fato a costoro ha promesso
il pregio non altrui unqua concesso. Parmi d' udirla omai coronata di fronde, e 'n tutto fuor di guai,
lodar, come solea gli Augusti già, due Marchi et uno Andrea. Ben si deve de l' onde d' Adria la bella Donna
con le superbe sponde del suo mar dir felice, poi ch' a sì degne piante fu radice. Sola salda colonna
del gran nome latino, il cui valor s' indonna sovra quante mai foro degne di regni, e di corone d' oro,
io t' adoro e t' inchino, città felice et alma, madre d' ogni divino spirto ch' a noi si mostra
per far più ricco il mondo e l' età nostra. D' ogni noiosa salma ti sgravi il Ciel cortese, e di più d' una palma
andar contenta e lieta ti faccia il tuo benigno alto pianeta, sì che 'l gentil paese tuo di nemico telo
non tema alcune offese, anzi creschin con gli anni a l' ali del tuo impero e piume e vanni.
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