Alza, Aretusa, fuor le chiome bionde
de' tuoi cristalli liquidi e lucenti,
or che co' suoi desii caldi et ardenti
il tuo protervo Alfeo nel mar s' asconde:
ti chiama Alcippo, a cui solo risponde
Eco con mesti e dolorosi accenti,
e soli errar lasciando i cari armenti,
versa dagli occhi amare e tepid' onde;
rispondi, o Ninfa, e la serena fronte
mostra, sì come a l' alma Dea mostrasti
allor ch' ella perdeo l' amata figlia;
così non siano i fior troncati o guasti,
che fan la riva tua bianca e vermiglia,
così sia sempre puro il tuo bel fonte.