Principe sacro, il cui gran nome suona per voce d' onorati alti messaggi di fama ovunque il sol riscalda e gira, a cui portan con torti e bei viaggi
l' acque lucenti Ligeri e Garona, cui secund' aura di Fortuna spira, se (come suole) a vera gloria aspira l' invitto animo vostro, oggi è quel giorno
che vi farà di miglior vita degno: che l' acquistar un regno è poco pregio a lato a quel, che scorno facendo al tempo, far vi può in eterno
viver nel grembo del Motor superno. Già 'l superbo Tiranno d' Oriente, spiegate le nemiche insegne al vento, con un membo di schiere armate appare;
già solcano l' Egeo senza pavento tanti suoi legni, ch' oltraggio sovente fanno a Nettuno, e non si scorge il mare: e voi tardate? né ancor fate armare
per seguitarvi a sì lodata impresa l' ardite genti a le corone usate? né vi move pietate del nostro Iddio, de la Cristiana Chiesa,
ch' a sì gran uopo vi chiede soccorso per por a' suoi nemici un duro morso? Chi dè far schermo a tante morti, al foco che porta ne le man l' empio Tiranno,
a l' onte de' Cristiani, a le ruine, se non quei ch' a tant' alto e ricco scanno chiamat' ha il Re del ciel, cui più d' un loco, più d' un Regno obedisce et orna il crine?
Perché salde colonne adamantine siate, e sostegno di sua santa legge, dato v' ha il fren de' suo' bei regni in mano: or se chiedervi invano
sente mercé le sue dilette gregge, sarete a quel di tanto bene ingrato, che sovra gli altri a quest' onor v' ha alzato? In qual sì gloriosa impresa e degna,
che 'l tempo porti, mostrar più potrete l' animo audace, e 'l vostro alto valore? Se di Re cristianissimo tenete il nome sacro, ch' a la chiara insegna
de' predecessor vostri ha fatto onore, esser primo devreste il gran furore de' nemici a frenar del vostro Iddio, e far che col suo sangue dian la pena
de la turbata arena nostra, sì ch' un vermiglio orrido rio facesse testimonio aperto e vero de la virtute del Cristiano Impero.
Vedete il gran Pastor che 'l Tebro onora apparecchiato con armate squadre geloso di sua greggia a far riparo, e sì come pietoso e saggio padre
per difesa de' figli, d' ora in ora trovar novi remedii al caso amaro? Cesare non vedete invitto e chiaro, con tanti Cavalier, ch' ai boschi, a l' onde
dà maraviglia lo splendor de l' armi? Né, perché si disarmi il superbo Ottoman d' orgoglio, asconde il proprio petto, anzi vol farne scudo
contra 'l popolo d' Asia irato e crudo. Già con le vele coronate, il porto lasciano i suo' nocchier, spiegate in alto le trionfanti insegne e 'l sacro augello,
e vanno lieti al periglioso assalto, sperando per camin securo e corto alzarsi al par di Scipio e di Marcello; né meno è di lui pronto il suo fratello,
ma con gente infinita, che deposto han l' animo d' onor leggero e scarco, sì come veltro al varco la fiera aspetta oriental, disposto
di far, che di nemiche ossa coperti, divengan bianchi campi ampi et aperti. L' alto mar d' Adria già sospira e geme sotto i Veneti legni, che mandati
son per difesa de la fede nostra: e voi tardate? et a' desiri usati sottratte l' alma? e togliete la speme che promessa n' avea la virtù vostra?
Se sì basso desire in voi si mostra, del suo Re Cristianissimo che poi potrà mai dir il popolo di Cristo, che già pensoso e tristo
per tanto dimorar si duol di voi? Ei vi chiama, vi prega, e non udite, sordo a le voglie sue sante e gradite. Se (sì come si spera) avien che vinto
al nostro ardito ferro dia le spalle il popol de l' Aurora e 'n fuga vada, preciderete al vostro onore il calle, essendo un tanto Imperadore extinto
senza la vostra gloriosa spada; ma se (che o pur non sia!) avien che cada lo santo de la Croce ampio vexillo, che di perdita tal ruina aspetta
maggior di voi? vendetta né far crediate, ch' ognun un Camillo sarà di lor, del nostro danno alteri, e cangiar vi faran volto e penseri.
Ma come fia ch' un Re sì pio, sì giusto, sì ardente di virtù, lasci di gire a così degna impresa e sì lodata? Come frenar potrà l' usato ardire,
l' antiquo suo valor, l' animo augusto, la voglia di ben far sempre infiammata, sì che la chioma sua a' trionfi nata di corona maggior cinger non voglia?
Quest' è occasion d' una infinita gloria, che con la vita comprar si può, con questa frale spoglia, poscia che 'l pregio e la mercede è tale
che miglior vita dona et immortale. So che tema di danno o di periglio non vi ritien, ché già mostrato aperto avete il valor vostro in mille prove;
e per disio d' onor spesso coperto d' arme a' nemici vostri il fero ciglio avete rotto, et in Italia e altrove: or né l' onor né 'l debito vi move?
Se particolar commodo vi tiene, qual commodo preporsi a l' util deve de la fé nostra, in breve debile, stanca, e senza alcuna spene
per perder tutti i suoi più cari pregi senza l' aiuto de' cristiani Regi? Desir di regni in voi minor assai esser, che quel d' onor, quest' anni adietro
chiaro mostrato avete al mondo tutto; or non vogliate che fatto di vetro in terra caggia il nome vostro omai vicino al ciel, e resti spento in tutto:
che mai né fior potrà produr, né frutto vostra real virtù, che 'l danno aguagli, o dagli occhi vi toglia un biasmo tanto: cagion d' eterno pianto
a chi ha vaghezza che 'l suo onor s' intagli in adamante così saldo e duro che 'l serbi vivo al secolo futuro. E pur se far a voi torto sì grande
volete, abbiate a' vostri figli almeno, a' soggetti fedeli alcun rispetto, che son servi di Cristo, a cui nel seno l' alta virtù di Dio sempre si spande:
lor fa tanto tardar onta e dispetto: questi col forte et animoso petto v' hanno acquistato di Cristiano il nome; deh, lor non fate così grave oltraggio,
che assai torto viaggio gl' insegnerete, e vergognose some porrete sovra le possenti spalle de' cari figli e de le vostre genti.
Se quelli che dal dritto calle ha torti la maligna facundia di colui ch' al Re del ciel ha tant' anime tolte van lieti e vaghi de la morte altrui,
sol per la fé, co' petti audaci e forti contra le schiere d' Asia incaute e stolte, voi e i soggetti vostri, che più volte hanno difesa la cristiana parte,
vi starete negli agi e ne le piume? Aprite il vero lume, date materia ad onorate carte, aprite gli occhi, e se nulla gli ingombra,
squarciate via quel vel che 'l vero adombra. Volgete, ardito Re, volgete quelle così pregiate insegne, e gloriose, ove l' onor e 'l debito vi chiama;
spogliate l' empia mente, e più pietose voglie la vestan, ché 'l Re de le stelle dal ciel vi mira, e 'l vostro aiuto brama: così n' andrà la pellegrina fama
vostra, volando per quest' aere puro senza mai alternar d' orza o di poggia, ove grandine o pioggia non potrà far vostro sereno oscuro;
così di voi degna memoria al mondo vi terrà in vita a null' altro secondo. Non sol giusto et onesto, ma divino, e degno d' intelletto alto e gentile,
sì come è 'l vostro, questo pensier fia: la vittoria è con noi, ché 'l caro ovile guarda il pastor del ciel, né reo destino potrà più contra noi, come solia,
or che contrasta il figliol di Maria: o tornerem di ricche spoglie adorni del Signor d' Oriente, o bella morte n' aprirà l' ampie porte
di vera gloria, et a più lieti giorni, con l' ali de la nostra alta virtute, andrem volando a l' eterna salute. Fra ricchi seggi, e fra corone d' oro,
là dove Senna i grassi campi bagna, e l' onorate mura di Parigi, canzon, del gran Luigi vedrai il successor; di lui ti lagna
e grida: Cristo e la sua santa fede ad alta voce il vostro aiuto chiede.
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