Povero, infermo, e da maligna e dura
fortuna oppresso, l' Atanagi invano
aita chiede, e chi gli dia la mano
e 'l sottraggia a sì grave, empia ventura;
ma non è chi l' intenda, o chi pur cura
prenda del suo languire, e se voi vano
rendete il suo sperar, pensier non sano
lo terrà sempre in vita egra et oscura.
Signor, quella pietà ch' a l' altre vostre
rare virtù è compagna, onde n' andate
di molta gloria altero, or si dimostre:
soccorrete a l' afflitto, et atto degno
del valor vostro e del suo merto fate,
perché ponga in lodarvi arte ed ingegno.