Se per Memnone tuo ti rode il core,
Aurora, la pietà che già ti rose
allor che festi l' erbe rugiadose
di pianto che dal cor stillò il dolore,
traggi più tosto de l' usato fuore
il giorno, che gran tempo è che s' ascose,
e coronata di purpuree rose
sgombra la nebbia del notturno orrore;
né tardar più, che se n' andremo insieme,
tu per far d' alta luce i poggi adorni,
et io per riveder l' almo mio Sole:
così ponga in oblio, quel che ti preme,
Cefalo la sua Procri, e teco torni
a partir i pensieri e le parole.