Già spiega l' ali, invitto alto Signore,
per un aere di gloria aperto e chiaro
il vostro nome, e vola a paro a paro
di quei ch' ebber ne l' armi il primo onore;
già punge a l' Asia il cor freddo timore
de' suoi, ch' a' nostri danni empi s' armaro,
poi che per nostro schermo e per riparo
si move contra lor vostro valore.
O felice Sebeto, ancor la chioma
t' ornerai di trionfi, oltraggio et onta
facendo al Tebro glorioso e degno:
perché non ebbe mai l' antica Roma
del tuo Davalo Alfonso alma più pronta
a l' opre illustri, e di mano e d' ingegno.