Pallida gelosia, ch' a poco a poco,
passando al cor per non usate vie,
aduggi il fior de le speranze mie
e 'n amaro dolor giri il mio gioco,
perché copri di ghiaccio il mio bel foco
e le paci di guerre ingiuste e rie,
e mi fai lagrimar la notte e 'l die,
ond' io, lasso, son già languido e roco?
Tu col veleno tuo spargi di sorte
ogni dolce d' amore, e rendi amaro,
che non è più piacer che mi conforte.
O nodrita con l' odio a paro a paro
ne l' onde di Cocito, e con la morte,
per te sola a morir vivendo imparo.