Contile, qual d' onor vano molesta
et egra cura, che come scoglio onda
il mio angoscioso cor preme e circonda,
e con nove percosse ange et infesta,
in questa ria d' affanni aspra tempesta,
ov' ognor flutto irato e vento abbonda,
sospinto m' ha, né veggio onde seconda
aura si mova al mio soccorso presta?
Voi, cui savere, esperienzia ed arte
ha fatto tal che vi prendete a scherno
del mar di questo mondo ira e disdegno,
porgetemi la mano, e del mio legno,
ch' ha perduto il timon, rotte le sarte,
vostra rara virtù prenda il governo.