Gallo, io son fatto fermo e stabil segno
ai colpi di fortuna empia e molesta,
che sempre a' danni miei leggiera e presta
in me dispensa il suo orgoglioso sdegno,
nave senza timon, senza ritegno
di saldo ferro, che 'n quella et in questa
parte spinto da l' onda atra et infesta,
di sommergersi mostra a più d' un segno.
Tu che da lunge vedi il mio periglio,
e la cruda addoppiar dardi e saette
nel petto a sì grand' uopo inerme e nudo,
prendi 'l governo mio, dammi consiglio
come spada trovare io possa e scudo,
e far di tante offese alte vendette.