Di divino splendor cinto et adorno,
da le piaggie del ciel fiorite e sole
uscia più vago assai ch' esser non suole
con la fronte di rose il chiaro giorno;
Venere e i pargoletti amori intorno
givan danzando e salutando il sole,
e d' acanti, di rose, e di viole
spargea questo mortal lieto soggiorno;
correan chiaro cristallo in vece d' acque
i puri fiumi, et era ogni erba e fiore
smeraldo oriental, robino, et oro:
sol per memoria che 'n tal giorno nacque
colei che di bellezza e di valore
vinse quant' altre belle al mondo foro.