O puro, o dolce, o fiumicel d' argento,
più ricco assai ch' Ermo, Pattolo o Tago,
che vai al tuo camin lucente e vago
fra le sponde di gemme a passo lento,
o primo onor del liquido elemento,
conserva integra quella bella imago
di cui non pur quest' occhi infermi appago,
ma pasco di dolc' esca il mio tormento.
Qualora in te si specchia, e ne le chiare
e lucide onde tue si lava il volto
colei ch' arder potrebbe orsi e serpenti,
ferma il tuo corso, e tutto in te raccolto
condensa i liquor tuoi caldi et ardenti,
per non portar tanta ricchezza al mare.