Né sì candida perla anel mai strinse,
rubino o gemma lampeggiò più in oro,
né Giotto o Cimabue simil lavoro,
Prasitel, Fidia o Policreto finse;
né più chiara colei, che col suon vinse
Orfeo, non quella che divenne alloro,
non di Dïana il glorïoso coro
ninfa degna, pudica ma' più cinse;
né più saggia, celeste o più felice
Giunon, Venere, o Palla, o altra diva
luce, quanto la mia propizia stella.
Essemplo un vivo sole, una fenice
veramente costei leggiadra, ischiva,
e, se punto pietosa, assai più bella.