Qui giunse il cor ben doppo mille imprese
Amor, nascoso in questo ombroso colle;
qui, di dolce liquor bagnato e molle,
volsi stupido, lasso a tante offese.
Quivi duo stelle, d'onestate accese,
vidi, tal che la vista altro non volle;
qui d'un bel riso un più soave e folle
pensier l'esca gentil nel petto apprese.
Qui la vid'io già sopra l'erba accolta
tra fiori e frondi sotto un verde alloro,
qui parlò dolcemente e qui si tacque.
Quivi fuggia, dalle mie luce tolta;
qui la rividi con le chiome d'oro,
bella, sì ch'altra mai sì non mi piacque.