Una fragil barchetta in mezzo l'onde,
ripercossa dal vento, sanza duce,
che, volgendo com'altri la conduce,
surge vinta, piegata e si nasconde,
veggio, lasso, mie vita e non so donde,
ricercando la mie diletta luce,
Amor, Fortuna a forza mi conduce
dove Morte chiamando mi risponde.
Così vada colui c'ha posto il freno
del veloce corsier di sopra il collo,
dove a prender la man più non si stende.
La mie piaga mortale al fin vien meno,
ogni sant'erba, ogni liquor d'Apollo,
donna, se 'n voi pietà non si raccende.