I' son qui giunto a contemplar Vulcano
per gran procella e per contrari venti,
tal ch'i' non so se più grievi accidenti
sentissi là da Scilla il buon Troiano.
Lasciato aven l'aspetto siciliano,
quando Zefiro e Noto, insieme intenti,
ruppon le vele; e già l'onde eminenti
vincevon noi contrapponenti in vano.
E se non fussi che ciascun piangendo
corse con prieghi a quella gran Regina,
giunt'eran l'ultime ore e' giorni grami.
Ringrazio lei, e passa il duol, veggendo
l'antiche fiamme della gran fucina,
cogitando talor quanto tu m'ami.