Dolce mie cara e glorïosa vita,
mentre c'ha sdegno nel suo albergo Amore,
misera, stanca, or ch'è di lei signore,
dal qual indarno ogni mortal s'aita;
anima bella, che sì pronta, ardita,
già disprezzasti ogni mortal furore
e con la tuo costanza e 'l tuo valore
quasi nel cominciar da te fuggita,
che farem dunque, se 'l fatal desire
nelle più ferme stelle ha preso forza,
dove Febo, né Marte si difende?
Lasso! ché 'l foco nella verde scorza
più si riscalda, sì come il martire
negli amorosi affanni più s'accende.