Quando la sera gli animal sen vanno
nelle lor tombe e paürose celle,
disïando colei, che suol novelle
recar del giorno ch'aspettar lo stanno,
allotta cresce nel mio cor l'affanno,
ch'assai m'è più dolor non veder quelle
lucerne sante e radïose istelle,
che 'n ciel per grazia ancor si rivedranno.
Or tu, ricca natura, che formasti
sì bella cosa in queste parti estreme,
tu la vagheggia, ch'io per me l'adoro!
Qual grato frutto di sì util seme
nacque mai fra' mortal? Dunque, non basti
esser contenti di sì bel tesoro.