La fronte di cristallo, gli occhi stelle,
le ciglia d'oro, e cape' d'arïento,
di perle il naso, e le suo guance e 'l mento
son di rubin fra tante cose belle.
Le labra suo vïole paion quelle,
di neve il collo, e 'l suo ragionamento
pien d'onestà, dolcezza e sentimento,
nuovi cenni dal cielo, anzi novelle.
Non è forma mortal, ma celeste ombra,
balasci con cristallo e cari membri,
e ciò che vede in sé ritien com'ambra.
Ogn'altra luce questo sole ingombra.
Felice casa e camarlinga zambra
la notte del tesor, ch'è sanza essembri!