I' piango il dì ch'Amor l'arco suo tese
per ferirmi nel cor sì duro e forte,
tal che l'ultimo scampo ha esser morte,
poi che pietà non è in questo paese.
Almen degli occhi suoi fusse cortese
quanto altrui cari son. Per loro smorte
porto le labbra, e le parole corte
si senton del mio petto uscir contese.
Meglio è morir che 'n transito star vivo:
però grazia dal cielo or mi provedi,
ch'i' son vicino all'ultimo sospiro.
A tal vedess'io te che tu me vedi!
Donna, pur non vorrei. S'i' 'l dico o scrivo
scusimi amor, ch'egli è perch'io m'adiro.