Solea già stanco ne' sospir più gravi,
vinto dal pianto, convocare, Amore,
tal volta, lasso, nel mio gran furore
colei che tolse del mio cor le chiavi.
Non chieggio più pensier dolci e süavi
non triegua o posa al mio fervente ardore,
ma che tu, cruda, sol con l'ultim'ore
giunga a tanti martir dogliosi e pravi.
Già tanti al mondo col tuo dente hai morsi,
principi, regi glorïosi e spesso
rotti mille pensier famosi e degni.
A me, che drieto a te chiamando ho corso,
ad altri in odio e debito a me stesso,
dopo molti anni sovenire isdegni.