Skip to content
1438–1488

LXXXVII

Bernardo Pulci

Furato hai, Morte dispietata e rea, anzi tempo del mondo il suo tesoro che concesso n'avea dal sacro coro per essemplo di noi la casta iddea;

mentre che la sua tela avolta avea per tessere Imeneo sì bel lavoro, mossa dal suo pudico concestoro, mostrò costei quanto fra noi potea.

Né virtute o bellezza a morte vale, né 'l sacro nome suo, simile a quella che discaccia la notte e reca il giorno. Trïunfa altri di lei fatta immortale,

agiugnendo nel cielo un'altra istella, e 'l mondo piange chi l'avea già 'dorno.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXXVII · Bernardo Pulci · Poetry Cove