Veggio del tempo esperïenza troppa,
tal che di meraviglia or mi dipingo
e, se col vero insieme mi ristringo,
tutti siamo ombra, vento, fumo e loppa.
Vola il nostro caval, non pur gualoppa,
ché, pensando, dal cor lagrime attingo;
ma, per dir brieve, el nostro viver fingo
essere un cavalcar con Morte in groppa,
e nimici alle staffe armati e pronti,
Fortuna che fa scorta co' martiri,
e sento al vecchio dir: «Pur nacqui ieri».
Favole e sogni par che di sé conti;
tutti siam mercatanti di sospiri,
al ben far gravi, al mal destri e leggeri.