Benedette le lagrime e' sospiri,
benedetti i disagi con gli affanni,
benedetti gli strazî con gl'inganni,
benedetti gli sdegni e' mie desiri!
Non m'è vergogna, poi che tanti viri
presi fùr già d'amor ne' maturi anni,
che poco più di quattro lustri d'anni
son che qui venni a posseder martiri.
Latini, Greci, Ebraici e Caldei
hanno scritto d'amor mille volumi,
e 'l legger m'è paura, cibo e pasto.
Un testo truovo, e dice a' dolor miei:
«O tu, che per amor pur ti consumi,
medicina non giova a dente guasto!»