Per isfogare in parte il mio dolore,
vo meco alcuna volta ragionando,
dicendo: «Pure io mi ricordo quando
vivevo in libertà, di me signore».
Ma or, che forza a comandarmi Amore,
mille imbasciate il giorno, amor, ti mando,
pregando che mi dica il punto e 'l quando
verrai quest'alma a trar di prigion fore.
Deh, vienne, Morte, a cor l'acerbo frutto,
quantunque più amara in questo tempo
tu paia che in vecchiezza a' membri stanchi.
Megli' è morir contento innanzi al tempo
che vivere stentando in pianto e 'n lutto;
piacendo prima al ciel fa' che non manchi.