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1438–1488

C

Bernardo Pulci

Apollo, se d'Amor l'ardita forza ignoto quanto sua deità vale, sentisti e quel che possa del suo strale l'alto valor, che tutto il mondo isforza,

almen licito fu l'amata scorza toccar, poi che, per te fatta immortale, è dal ciel dato privilegio tale ch'ogni saetta del gran Giove amorza.

A me, che sempre d'onorar non sazio in immagine fitta al sole, all'ombra, un tigre aspro seguir fu dato in sorte, qual io veggio sovente per mio strazio

divenir presso a me cieca e fals'ombra, veramente cagion della mia morte.

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