Apollo, se d'Amor l'ardita forza
ignoto quanto sua deità vale,
sentisti e quel che possa del suo strale
l'alto valor, che tutto il mondo isforza,
almen licito fu l'amata scorza
toccar, poi che, per te fatta immortale,
è dal ciel dato privilegio tale
ch'ogni saetta del gran Giove amorza.
A me, che sempre d'onorar non sazio
in immagine fitta al sole, all'ombra,
un tigre aspro seguir fu dato in sorte,
qual io veggio sovente per mio strazio
divenir presso a me cieca e fals'ombra,
veramente cagion della mia morte.