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1450–1529

XXXI. - La «Canzona del core»

Bernardo Giambullari

Chi si fa servo d'Amore, gli convien donare 'l core. No' siàn tutti d'un volere tutti siamo innamorati,

e pigliàn sommo piacere dall'Amore esser guidati; all'Amor ci siàn donati e ciascun gli dona 'l core.

E' ci pare un dolce gioco quest'Amor pien di dolcezza: se ci tiene il cor nel foco, questa c' è somma allegrezza.

L'amor vien da gentilezza e non regna in duro core. Quando sono ad un volere du' amanti è gran diletto;

non vi val guardie tenere: guardi pur chi ha sospetto, ché si viene ad ogni effetto purché sia disposto 'l core.

O leggiadre damigelle, risguardat' e vostr' amanti; non vi fate Amor ribelle; vostri cor non sien diamanti.

Se noi siamo a voi costanti, siat'a noi gentil di core.

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XXXI. - La «Canzona del core» · Bernardo Giambullari · Poetry Cove