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1450–1529

XXVIII. - Sospiri che vanno tra Sieve e Lora

Bernardo Giambullari

Chi sarà quella tanto dispietata che non riprenda questa donna ingrata? Deh, prendavi pietà di me, amanti, e ciascheduna che sente d'amore,

ch' i' vo' che va' sappiate tutti quanti ch' i' tengo ferma fede al mie signore. Ella non ha pietà del mio dolore. Deh, giudicate voi quant'ella è 'ngrata.

La m' ha legato dandomi la fede; similemente i' l' ho donata a lei; ora mi lascia sanza aver merzede de' mie' sospiri e de' lamenti miei.

Almanco la cagion saper vorrei. Deh, giudicate voi quant'ella è 'ngrata. Se la fa per provar s'i' son costante, ella ne vede chiara esperienza,

ché non sarebbe nessun altro amante ch'avesse avuto tanta pazienza avendo al suo onor grande avvertenza. Deh, giudicate voi quant'ella è 'ngrata.

O canzonetta mia, sanza dimora piangendo umilemente te n'andrai in sul bel prato tra Sieve e la Lora: benignamente t' inginocchierai;

e priega chi mi tiene in tanti guai che di me sie pietosa e non più ingrata.

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