Ben che l'arte non sie mia
del cantar, pur canteroe;
per saper dimanderoe
per chiarir mie fantasia.
Oimè, ch'i' ho nel core
nuovamente aspro martire,
dubitando che l'Amore
m'abbi usato di tradire,
e da me voglia partire
un fedel della mie setta,
perché molto e' si diletta
a ognor far questa via.
Ben vorrei certo sapere
la cagion di tale effetto;
s'e' ci vien per suo piacere,
o per alcun suo difetto.
Se d'Amore egli è costretto,
non gli bisogna purgarsi;
s'egli ha ' sensi incensi e arsi,
purghi 'l cor con maestria.
I' ti priego, canzonetta,
che 'l tuo dire umile spanda:
alla bella pulzelletta
l'Acciaiuol le raccomanda;
di' che facci una grillanda
di vivole e gelsomini,
e con sua dolci latini
gliene doni in cortesia.