Deh, non essere sdegnosa
contr'a chi ti porta amore;
se tu se' gentil di core,
tu debb'esser graziosa.
Tu se' bella e se' gentile,
nel parlare savia e onesta;
nella vista pari umile,
e nel cor tu se' rubesta.
Crudeltà troppo molesta
tuo' leggiadri e be' sembianti;
non t' incresce de' mie' pianti
perché tu non se' piatosa.
La piatà, l'esser umile,
par ch'avanzi ogni bellezza.
Deh, non ti far tener vile
per voler seguir durezza.
Dal tuo cor dividi e spezza
crudeltà, durezza e sdegno,
ch'i' t'ho dato il mie cor pegno
d'amar te sopr'ogni cosa.
Sie contenta omai di trarmi
fuor di tanto aspro dolore;
tu che puoi, voglia aiutarmi,
e a te sarà onore.
Deh, voglia seguire Amore
come tua biltà richiede;
se in te sarà merzede,
tuo biltà fie più famosa.
Andranne, ballata mia,
riverente al mie signore,
e parlando umile e pia
gli dirai per mio amore
che durezza in gentil core
to' la fama alla bellezza;
l'umiltà con gentilezza
la biltà fan gloriosa.