Forse non sarò i' creduto
da chi m'ha ferito il core.
Oimè, che per su' amore
moro, s'io non ho aiuto.
I' mi veggo esser rivolto
d'un voler ch'ero disposto.
Ero libero e disciolto;
or mi veggo sottoposto.
Vo' fuggire, e i' m'accosto
più ogni ora al mio dolore.
Priego 'l mio caro signore
che mi doni il suo aiuto.
O Amor, le tuo saette
m'hanno sì percosso 'l petto!
S' tu avessi a far vendette,
sare' troppo a tal rispetto.
Non voler sì giovinetto
ch'i' finisca l'ultim'ore,
ma disponi chi ha 'l mie core
che mi doni el suo aiuto.
Regger più questo martire
non può l'alma mia dolente;
anzi crede presto uscire
fuor della penosa mente.
I' ti priego umilemente,
gentil fiore, o fresca rosa,
che tu sia di me piatosa
a donarmi il tuo aiuto.
E' mi par giusta ragione
che chi ama amato sia.
Vuols'amar con discrezione
'nver di quel che ti disia.
Per nessun modo che sia
non si lasci per timore
perdere el tempo d'Amore;
ché duol poi il tempo perduto.