Queste vecchie grinze e nere sono schiatta di cicale che sempre commetton male; peggio vorrebbon vedere.
Le son tutte d'una buccia di dir mal delle pulzelle; l' hanno visi di bertuccia, grinza e bigia hanno la pelle:
sempre studiano in novelle biasimando questa e quella. Cascar possin le cervella a quante vecchie si può vedere.
Queste vecchie dispettose guasterebbono el paradiso, e le son tutte invidiose. Quando veggono un bel viso,
elle lo guardon ben fiso e po' fanno lor pensiero: - El mi' è sì grinzo e nero: chi diavol mi vorre' vedere? -.
Se le veggono una coppia che si portin grande amore, la lor pena si raddoppia, par che gli esca loro 'l core,
e le muoion di dolore ch' hanno la rabbia nell'ossa; e con tutta la lor possa a nessun posson piacere.
Ell' hanno gran pene e doglie ché le son cariche d'anni e non s' han tratte le voglie. Questo dà lor grand'affanni.
Le si veggono in que' panni con soggoli e sciugatoi; veggon che 'l pentirsi poi è gran pena e dispiacere.
Le non posson ristorare el tempo ch'ell' hanno perduto; le si veggon rifiutare da chi ha lor ben voluto,
e col lor pensier aguto voglion far di lor vendetta. Guai a quella giovinetta che fa loro un dispiacere!
I' n'ho sopra a capo dua ch' i' non posso favellare, ch'ognuna dice la sua: cheta mi conviene stare.
I' non posso a festa andare, né in casa di vicina, né da sera né da mattina poss'aver nessun piacere.
Fanciullette, aprite gli occhi quando prendete marito, guardate che non vi tocchi aver suocera a gnun partito;
vo' avete pure udito che per la suocera mia non so mai che ben si sia, né ispero di sapere.
Or vanne, ballata mia, da mie parte alla versiera; se la vuol far cortesia, di' che venga con suo schiera;
e non passi primavera, quante vecchie son nel mondo ne le meni nel profondo, e laggiù si dien piacere
queste vecchie grinze e nere.
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