Mesto del salvo re, non di sua sorte,
Mutio, tremendo assai più che tremente,
Disse: «Inimico a nimico dar morte
Volsi io, in mio come in tuo fato audente,
Fare e patire cosa inaudita e forte,
Poiché proprio è de la romana gente.
Tua fiamma, dando a me di me victoria,
Mandi in cener la mano, e non la gloria».