Quando, a tarda pietà del mio dolore,
fia che l’ultimo stral Morte in me scocchi,
e tal mi chiuda un dì forse quest’occhi
ch’hor sen va sciolta de’ pensier d’Amore,
non chiedo al ciel ch’altrui penna m’honore,
né che marmo mi copra, o bagni e tocchi
pietosa man, da cui su l’urna fiocchi
largo nembo di questo o di quel fiore,
né che stringendo il muto tronco in seno
il suo fin oro, il puro avorio franga
chi non so s’è più bella o più crudele;
ma che pentita almen sospiri e pianga
e dica: «Ahi lassa, hor riconosco a pieno
ch’era di fede exempio il mio fedele».