Se con l’usata tua sembianza, Amore,
con l’arco in man, con la faretra al fianco
m’havessi giunto il dì ch’al lato manco
tiranno entrasti e ne sbandisti il core,
d’ardente tema e di gelato ardore
l’anima carca, il volto smorto e bianco
non porterei, né lieto, anchor che stanco,
andrei pur dietro al mio dolce dolore,
ché so ben come menti e come inganni;
ma tu, per riportar certa vittoria,
con l’altrui forza e per celata via
da due specchi celesti, alta tua gloria,
uscisti forte e pronto a’ miei gran danni;
ma quel ch’è scritto in ciel conven che sia.