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1508–1575

XXXIII

Berardino Rota

Misero, e quanti Euxini, e quanti Egei, e quanto tempo e con che duro verno ho varcato fin qui sotto il governo di nocchier falsi e pronti a’ danni miei.

O infelice e cinque volte e sei chi viene in questo exilio, in questo inferno de le tempeste humane a scherzo, a scherno, com’io ne venni, e ben morir torrei.

E se venir dovea, l’augel foss’io che pur tenta da terra al ciel levarsi, o ’l pesce che dal mar rifugge al rio. Ben dee l’alma dal fango a l’aria alzarsi,

de l’acque amare uscir del mondo rio; né vuol, né val da sé, ma che può farsi?

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