Misero, e quanti Euxini, e quanti Egei,
e quanto tempo e con che duro verno
ho varcato fin qui sotto il governo
di nocchier falsi e pronti a’ danni miei.
O infelice e cinque volte e sei
chi viene in questo exilio, in questo inferno
de le tempeste humane a scherzo, a scherno,
com’io ne venni, e ben morir torrei.
E se venir dovea, l’augel foss’io
che pur tenta da terra al ciel levarsi,
o ’l pesce che dal mar rifugge al rio.
Ben dee l’alma dal fango a l’aria alzarsi,
de l’acque amare uscir del mondo rio;
né vuol, né val da sé, ma che può farsi?