Se giamai fuor de la spinosa e folta
selva di que’ pensier ch’il cor cinto hanno,
ove la pace mia da dolce inganno
di bella e micidial maga fu colta
uscirà l’alma, in se stessa raccolta,
ch’hor vagando se ’n va di danno in danno,
s’alzerà forse ove non molti andranno
quest’humil penna tutta a pianger volta.
E chi di miei tormenti indegni ed empi
hor gode lieta, e più di me non cura
che soglia onda curar sdruscito legno,
dirà, pentita de’ passati tempi:
«Potea costui, s’era men fier lo sdegno,
chiara farmi volar da tomba oscura».