Al mirabil lavor di tante cose,
di cui sì adorno il novo mondo uscio,
felice fine il buon maestro Dio
per riposarsi il dì settimo pose;
ma in far più chiaro il sol, vive le rose
che per mia morte in voi prima vidi io
(o più leggiadro, o più bel mondo mio),
par ch’ognihor si diletti e mai non pose.
Anzi ognihor più be’ modi e più bell’arte
trova per voi, sì che natura spesso
ne riman vinta e da l’oprar suo manca;
vede che ’l gran fattor di sé la parte
tutta vi dona, e che in ornar se stesso,
se più si puote ornar, mai non si stanca.