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1508–1575

XXVII

Berardino Rota

Ahi, ahi, quant’io più mi rivolgo indietro penitentia e dolor men m’accompagna; e pianger ne vorrei, ma non mi bagna lagrima il sen, né il cor mollisco o spetro.

Piacer d’ombra e di nebbia, honor di vetro, speme, voglie, pensieri opra d’aragna, quanto a ragion di voi si duole e lagna lo viver mio precipitoso e tetro!

Lasso, e sostenni anch’io duro Euristeo, infermo Hercole e fral, né vincer valsi un mostro sol del vano mondo e reo. E per inferni assai più ciechi e falsi

Euridice non trovo, e pur d’Orpheo son più dolente, e via più arsi ed alsi.

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