Al mio terreno ciel, debil gigante,
tento far guerra, e desir pronti e sciocchi
sono gli arcieri, e s’aven mai che scocchi
stral da mia parte, è ben vano ed errante.
E pensier tanti soprapongo a tante
speranze ognihor, che par che ’l giunga e tocchi;
ma tosto folgorar veggio i begli occhi,
sì ch’io son arso, e gir pur cerco avante.
O stolta ben, ma fortunata schiera,
de’ dei triompho, in cui di par si scorge
finir la vita e l’empia voglia e fera;
o sconsolato chi men tanto spera
quanto più brama, e vivo ognihor risorge
a nova morte, anchor che giaccia e pera!