Qual fugge a l’apparir del novo sole
de la tacita notte il fosco horrore,
e qual ricevon vita e vengon fore,
mercé de’ raggi suoi, rose e viole,
tal, quando il mio levante aprir si vole,
fugge tema e dolor tosto dal core,
e la virtù del suo vivace ardore
crear lieti desir dentro vi sole.
E qual, al dipartir de l’alma luce,
l’aria de la prima ombra si riveste,
e langue il fior, né son l’herbe più vive,
tal, quando il mio bel giorno a me non luce,
si copre il cor di torbide tempeste,
né sereno pensier meco più vive.