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1508–1575

XXIII

Berardino Rota

La dea di Papho in così bel sembiante non pianse, humida il sen, torbida il ciglio, quel dì che ’l dente al fier cinghial vermiglio fece di sangue il suo leggiadro amante,

nè quando, sparso il crin, nude le piante, qual ebbra o stolta andò cercando il figlio ch’a novo stratio a insanguinar l’artiglio fuggito era da lei solo ed errante,

come voi, donna, vi mostraste, quando pietoso duol bagnovvi i due bei soli, onde più foco assai che pianto uscio. Da indi in qua posi tutt’altro in bando:

nè curo di finir, pur ch’io consoli con lagrime sì belle il morir mio.

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