Giove, se preda far secura e vera,
cangiando il viso in questa guisa e in quella,
ritenti, e l’amorose aspre quadrella
ti pungon fin là su ne la tua spera,
di questa, ch’al cor porto, alpestra fera
vestir la parte men lodata e bella
basterà ben; ma pon mente, in vedella,
che scampo invan da lei si cerca o spera.
Chiare imprese fien certo, e di te degne,
pur che poi, ricco di sì nobil forma,
non resti da te stesso acceso e vinto.
Sa ben il cor com’ella sforzi e regne,
qualhor da l’ale del pensier sospinto
Amor lo spinge, e ’n lei tutto il trasforma.