Donna vaga e gentil sovra l’humano,
come potea far io che non amassi
gli atti celesti e tutto quel che sete?
Se da la fronte d’hor in hor piovete
mortal piacere e strano,
se con la vostra angelica harmonia
innamorate i sassi,
se col riso potete
le pene stigie far soavi e quete,
se col parlar pien d’arte e leggiadria
infiammate e movete
qual è più monte alpestro e più lontano;
se dovunque volgete
soavemente i passi,
hor co’ begli occhi, hor con la bianca mano
seminar dolci gratie ognihor solete,
e cori ardenti poi ne ricogliete?