O seme del buon Giove, alme sorelle
che l’eterne acque in bel governo havete,
e i chiari spirti a morte ogni hor togliete,
aprendone il camin sopra le stelle;
cose non viste mai più rare e belle
segnar ne i vostri rami hoggi potrete,
se per gran duon del ciel giunto vedete
il giorno, onde ogni un canti, ogni un favelle.
Ché non lasciate l’ombre, i rivi e il monte
e, cinte il crin di nuovi eletti allori,
passando Aterno, il bel parto honorate?
O sian per voi sì chiare al mondo e conte
nostre alte gioie, e suoi ben degni honori,
che questa goda e taccia ogni altra etate.