Famelico augellin, che manca e pave
e da pietosa madre il cibo attende,
e l’ale a poco a poco apre e distende,
dapoi che scaccia il digiun lungo e grave,
sembra il cor senza il lume almo e soave
ond’Amor arde, onde la face accende;
ma tosto che ’l pensier presso gliel rende,
si rinforza, e vitale e dolce esca have.
E com’egli talhor, se del nido esce
e si spatia volando, infin che giunto
da colpo vien ch’oltra la piuma il tocchi,
così il cor mio, cui lo star meco incresce,
se per l’aria sen va di duo begli occhi
dolcemente riman ferito e punto.