Lascia pur ch’io sospiri e che le gote
bagni di pianto, a cui sì spesso io torno
nel solitario mio nero soggiorno;
non più la lira sua Febo percote.
Piaccia al Signor che tutto vede e puote
com’io di fede e d’humiltà gli adorno
ricevere i miei prieghi a danno e scorno
del fier Tiranno che ne preme e scuote.
E piaccia a te con nove rime e vive
voci (ché ben ne sei ricco e possente)
condur a fin quel che per me non spero.
Sì vedrem poi Filippo e le sue rive
tornar trionfatore, e ’l bel Ponente
ornar Massimiglian di spoglie altero.